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26/09/2007
Padova
Garbellini: «Ecco le priorità dei GdM per il nuovo PD»
 
Non c’è bisogno in questo tempo che freneticamente ci sta portando alla realizzazione del Partito Democratico di una voce in più che rivendichi qualche particolarismo finendo per sminuire la grandezza del progetto, ma di un pensiero che tenda all’unità, volto alla concretezza, ma anche all’idealità.

Anche noi, come molti altri amici, abbiamo compiuto una scelta, quella di sostenere Walter Veltroni alla segreteria, ma non per questo non apprezziamo la vitalità che intorno al progetto del PD si è creata, segno che la storicità dell’evento è stata colta, e non solo dal centrosinistra ma anche da una parte del centrodestra che ha bisogno di qualche “sparata” per sopravvivere.

Ciò che non capiamo sono le affermazioni puramente individualistiche di alcuni candidati, i dubbi sulle ricadute governative creati ad hoc, in sostanza, il caro e vecchio autolesionismo di alcuni di noi. Finché siamo ancora in tempo eliminiamo tutto questo e concentriamoci sugli impegni concreti e ideali del futuro partito. Ne vogliamo indicare due: ridurre le spese dello Stato Soggetto e recuperare la nobiltà della politica.

Per quanto riguarda il primo impegno, l’argomento dei costi della politica viene negli ultimi mesi tirato in ballo da molti, affrontato marginalmente da alcuni, realizzato nella sua complessità da nessuno. L’Italia ha bisogno di un ripensamento complessivo della materia, di un intervento generale che non incida solamente su qualche stipendio o qualche privilegio, ma modificando il tessuto costituzionale e l’impianto amministrativo del Paese renda lo Stato più leggero e comunque capace di tutelare gli interessi collettivi che ne giustificano l’esistenza.

Ripensare un bicameralismo perfetto che difficilmente la realtà attuale giustifica, pensare ad un organismo di garanzia esterno al “legislatore” che fissi i compensi per i parlamentari in modo tale da assicurarne l’incorruttibilità ma da eliminarne i privilegi, limitare il numero dei sottosegretari, ripensare i poteri che sulle società pubbliche esercitano i partiti, porre un argine alle consulenze, alle auto blu e a tutto quello che demolisce la fiducia dei cittadini verso la politica.

Certo questi sono frammenti di un disegno di riforma complessivo, ma un partito che si propone come riformista non può non ambire a riforme sostanziali così come un Governo che si è posto l’obiettivo di far ripartire l’Italia deve cambiarla dalle fondamenta se queste sono instabili, a costo di rischiare di andare a casa.

Per quanto riguarda invece l’impegno ideale, la nobiltà della politica non si desume dall’abilità oratoria né si fonda sull’esteriorità, ma trova la sua fonte nel porsi al servizio degli altri, nel sacrificare la propria persona per il benessere di tutti, nel non lasciare solo nessuno: noi vogliamo crescere con questa idea della politica e faremo di tutto perché sia questo il segnale che il Partito Democratico darà.

Nicola Garbellini
coordinatore “Giovani della Margherita” del Veneto